Il Fondo 394/81 – Transizione Digitale o Ecologica sostiene le imprese italiane che intendono investire in innovazione digitale, sostenibilità ambientale e rafforzamento della competitività sui mercati internazionali.

La misura è a sportello, senza una scadenza generale, nei limiti delle risorse disponibili. Alcune condizioni di maggior favore, previste per specifiche categorie di imprese, sono però riservate alle domande presentate entro il 31 dicembre 2026.

Chi può accedere

Possono presentare domanda Micro Imprese, PMI e altre imprese, anche in forma aggregata, purché abbiano sede legale e operativa in Italia, siano regolarmente costituite e abbiano depositato almeno due bilanci relativi a due esercizi completi.

Sono inoltre previsti requisiti legati alla regolarità ambientale, contributiva e alla sicurezza sul lavoro, oltre a specifiche condizioni relative al fatturato estero.

Quali investimenti sono finanziabili

Tra le principali spese ammissibili rientrano:

  • digitalizzazione dei processi aziendali, software e attrezzature tecnologiche;
  • investimenti Industria 4.0, cybersecurity, big data, cloud, robotica avanzata e IoT;
  • consulenze e certificazioni in ambito digitale;
  • interventi di efficientamento energetico e idrico;
  • sostenibilità ambientale, certificazioni e diagnosi energetiche;
  • investimenti in Intelligenza Artificiale e Quantum Computing.

Per la linea dedicata a IA e Quantum Computing, destinando il 100% dell’intervento a tali spese, è previsto un cofinanziamento a fondo perduto fino al 10%, con un massimo di 100.000 euro, oltre a un anticipo fino al 50% e alla possibilità di estendere la durata del finanziamento.

Importi e condizioni

L’importo minimo dell’intervento è pari a 10.000 euro e può raggiungere:

  • 500.000 euro per le Micro Imprese;
  • 2,5 milioni di euro per PMI, PMI innovative e Start Up innovative;
  • 5 milioni di euro per le altre imprese.

L’importo non può comunque superare il 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci. La durata ordinaria del finanziamento è di 6 anni, con possibilità di estensione fino a 8 anni per alcune categorie.

Per specifici beneficiari è inoltre previsto un cofinanziamento a fondo perduto, che può arrivare fino al 30% dell’intervento, nel rispetto delle condizioni e dei limiti indicati dalla misura.

Attenzione alle tempistiche

Le spese devono essere sostenute, fatturate e pagate dopo la ricezione del CUP. Il periodo di realizzazione è di 24 mesi dalla data di stipula, prorogabile di ulteriori 6 mesi su richiesta.

Il Fondo SIMEST rappresenta quindi un’opportunità interessante per le imprese che stanno programmando investimenti in digitalizzazione, efficienza energetica, sostenibilità e innovazione tecnologica, con condizioni finanziarie agevolate e possibili contributi a fondo perduto.

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